Perdita e frammentazione degli habitat
Deforestazione, urbanizzazione e agricoltura intensiva distruggono e isolano gli ecosistemi naturali.
Ogni specie, ogni ecosistema, ogni filo della rete naturale svolge
un ruolo che spesso non vediamo finché
non sparisce. Questa è la storia di quegli equilibri, e di cosa
accade quando si rompono.
La biodiversità indica la varietà di tutte le forme di vita presenti sul pianeta: specie animali e vegetali, funghi, microrganismi, ma anche la diversità degli ecosistemi che le ospitano e il patrimonio genetico all'interno di ogni singola specie. È, in altri termini, la complessità biologica che tiene in equilibrio i sistemi naturali.
Questa complessità ha conseguenze dirette sulla vita umana. Gli ecosistemi sani regolano il clima, filtrano l'acqua, arricchiscono il suolo, impollinano i raccolti. Quando si degradano, le ripercussioni si misurano in termini concreti: disponibilità di cibo, qualità dell'aria, stabilità economica delle comunità che dipendono dalle risorse naturali.
Di tutte le specie vegetali vengono impollinate da api e altri insetti impollinatori.
Della produzione alimentare globale dipende dal contributo degli impollinatori.
L'anno entro cui il mondo si è dato l'obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità.
Gli equilibri che la natura ha costruito in millenni si stanno spezzando in decenni. Le cause sono molteplici e si sommano: ogni ecosistema degradato è un tassello che manca all'equilibrio globale. Le conseguenze non restano confinate alla natura: ricadono sulla salute, sul cibo, sull'economia, sul clima.
Deforestazione, urbanizzazione e agricoltura intensiva distruggono e isolano gli ecosistemi naturali.
L'aumento delle temperature e gli eventi estremi alterano gli habitat e spingono molte specie oltre i propri limiti di adattamento.
Pesca, caccia e prelievo eccessivo riducono le popolazioni più rapidamente di quanto la natura riesca a rigenerarle.
Specie aliene e agenti inquinanti si diffondono negli ecosistemi, alterando gli equilibri e minacciando le specie autoctone.
La perdita di biodiversità non è solo un problema ambientale, è una
questione di giustizia verso
le generazioni future. La buona notizia: si può ancora invertire la
rotta a patto di agire ora.
Di fronte alla crisi della biodiversità, la risposta non può venire solo dalla politica o dalla ricerca scientifica. Anche le imprese che operano sul territorio, gestiscono infrastrutture e trasformano l'energia hanno un ruolo diretto e possono fare la differenza.
"Tra chi sta lavorando concretamente per ripristinare questi equilibri, c'è ENEL: un Gruppo energetico che ha scelto di integrare la protezione del capitale naturale nella propria strategia industriale non come operazione di facciata, ma come parte essenziale del modello di business."
L'energia pulita genera un circolo virtuoso capace di restituire valore ai territori, alle comunità e agli ecosistemi che li abitano. È a partire da questa convinzione che Enel ha costruito un modello che integra la decarbonizzazione con la protezione del capitale naturale, adottando una politica di biodiversità che attraversa l'intera catena del valore: dalla progettazione e realizzazione dei nuovi impianti alla loro gestione operativa, fino alla dismissione e alla commercializzazione di prodotti e servizi sostenibili.
L'impegno si traduce in target chiari per ridurre gli impatti ambientali e recuperare gli habitat compromessi, nell'obiettivo di non generare perdita netta di biodiversità per ogni nuova infrastruttura realizzata, e nello sviluppo di soluzioni Nature-Based integrate nei servizi offerti ai clienti.
Dalle Alpi alla Sicilia, sei progetti che intervengono su altrettanti equilibri naturali: gli impollinatori, le foreste, i ghiacciai, le zone umide, i suoli, il cielo. Perché ogni ecosistema ha il suo fragile punto di equilibrio e può essere aiutato a ritrovarlo.
Api e insetti impollinatori garantiscono il 70% dell'impollinazione delle specie vegetali globali, ma la loro popolazione è in declino. Con il progetto BEE-DIVERSITY E-Distribuzione (società del Gruppo Enel) mette a disposizione le proprie infrastrutture per creare una rete di arnie e rifugi che danno vita al primo corridoio nazionale degli impollinatori. Avviato nel 2022 a L'Aquila, il progetto conta oggi quattordici siti distribuiti in molte regioni italiane. Il miele prodotto viene usato anche come indicatore della qualità dell'aria locale.
La miniera di Santa Barbara, attiva per decenni tra Cavriglia e Figline-Incisa Valdarno, ha chiuso nel 1994. Da allora Enel ha avviato un piano di rinaturalizzazione: 180 ettari di nuove piantagioni con specie autoctone, gestione di 200 ettari già rimboschiti, creazione di corridoi ecologici e habitat umidi. Oggi l'area ospita numerose specie di uccelli, quali aironi, germani, oche e garzette, ed è diventata meta di birdwatching guidato.
Lo scioglimento del ghiacciaio dell'Adamello sta modificando suoli, versanti e idrologia di un territorio che include infrastrutture idroelettriche di Enel. Dal 2025, il Gruppo Enel collabora con UNIMONT - Università della Montagna - per studiare questi cambiamenti: finanzia la ricerca, fornisce supporto logistico e partecipa alla formazione con seminari aperti al pubblico.
A Priolo Gargallo, in Sicilia, una vasca industriale di 51x71 metri presso la Centrale di Archimede è diventata una zona umida artificiale, e in pochi mesi si è trasformata in uno degli hotspot di biodiversità più sorprendenti della regione.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Enel e la LIPU, ente gestore della Riserva Naturale Orientata Saline di Priolo. A marzo 2024, poche settimane dopo il varo delle strutture, due coppie di Cavalieri d'Italia hanno scelto le zattere per nidificare, portando all'involo otto esemplari. Nel giro di pochi mesi l'area ha accolto anfibi, rettili, numerose specie di uccelli acquatici e insettivori, chirotteri e una ricca comunità di odonati che continuano ancora oggi a popolare la riserva.
È possibile produrre energia solare senza sottrarre suolo all'agricoltura e alla biodiversità? Dal 2023 il programma Agrivoltaic Open Labs testa questa coesistenza in cinque laboratori a cielo aperto in Italia, in collaborazione con università e centri di ricerca. I risultati dimostrano la compatibilità tra impianti fotovoltaici, apicoltura e colture aromatiche. Il modello è già stato replicato in Spagna, a Valdecaballeros, con 10 ettari di rosmarino integrati in un impianto industriale.
L'elettrocuzione rappresenta una delle principali minacce non naturali per l'avifauna, colpendo in particolare le specie con ampia apertura alare. E-Distribuzione interviene con coperture isolanti, cavi interrati e dissuasori per le collisioni.
E-Distribuzione (società del Gruppo Enel) ha partecipato ai programmi LIFE cofinanziati dall'UE per la tutela di nibbio reale, capovaccaio, aquila di Bonelli, grifone e falco lanario. In particolare il progetto LIFE Lanner si è focalizzato sulla protezione del falco lanario nella zona di Viterbo e, nella sola provincia laziale, sono stati messi in sicurezza 363 sostegni. E-Distribuzione inoltre porta avanti altri progetti di tutela dell'avifauna con Enti Istituzionali come ISPRA oltre a collaborazioni con Associazioni come LIPU per la tutela della cicogna.
La biodiversità non è un lusso, né un tema riservato agli
scienziati. È il fondamento su cui poggia ogni sistema vivente,
inclusa l'economia e il benessere umano. Perderla significa
perdere la base stessa della vita come la conosciamo.
Tutelarla significa investire nel futuro: delle prossime
generazioni, dei territori, delle comunità.
Le soluzioni esistono. I progetti raccontati in questo
approfondimento dimostrano che è possibile produrre energia,
sviluppare infrastrutture e al tempo stesso restituire valore agli
ecosistemi, con un modello di sviluppo che misura il proprio
successo anche sulla capacità di lasciare il pianeta in condizioni
migliori di come lo ha trovato.
La strada è tracciata. Il 2030 è vicino. E ogni azione (di
un'impresa, di una comunità, di un singolo cittadino) contribuisce
a tenere in piedi quegli equilibri invisibili che tengono in vita
il mondo.